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Sabato 19  e Giovedì 24 Gennaio 2013

ore 20:00 (inizio diretta)
Saturday, January 19, 2013 - h 7:00 PM (in GMT)
Thursday, January  24, 2013 - h 7:00 PM (in GMT)


Macbeth
Melodramma in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave e Andrea Maffei dall'omonima tragedia di William Shakespeare. Musica di Giuseppe Verdi.

Direttore d'Orchestra  Andrea Battistoni
Regia e Luci Henning Brockhaus
Assistente alla regia Valentina Escobar
Scene Josef Svoboda
Ricostruzione allestimento scenico Benito Leonori
Costumi  Nanà Cecchi
Coreografia  Maria Cristina Madau
Allestimento in coproduzione con  
Fondazione Teatro Lirico G. Verdi di Trieste
e Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi

Orchestra e Coro  Teatro Carlo Felice
Maestro Patrizia Priarone
Coro di voci bianche  Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro di voci bianche Gino Tansini

 
 



Cast del 19 Gennaio 2013

 


Macbeth  George Gagnidze
Lady Macbeth  Maria Guleghina
Dama di Lady Macbeth  Sara Cappellini Maggiore
Banco  Roberto Scandiuzzi
Macduff  Rubens Pelizzari
Malcom  Vincenzo Costanzo
Medico/Sicario  Francesco Verna
Domestico di Macbeth  Francesco Sorichetti
Araldo  Alessio Bianchini

Prima Apparizione  Filippo Balestra
Seconda e Terza Apparizione  Elena Caruso/Elisa Priano/Filippo Bogdanovich/Umberto Musso (dal Coro di Voci bianche del Teatro Carlo Felice)
Fleanzio  Valerio Petouchoff (dal Coro di Voci bianche del Teatro Carlo Felice)
Mimi  Luca Alberti/Luisa Baldinetti/Cristina Banchetti/Filippo Bandiera/Matteo Bologna/Emanuela Bonora/Lucia Fusina/Dario Greco/Maria Francesca Guerra/Barbara Innocenti/Nicola Marrapodi/Claudia Ossola/Roberto Pierantoni/Davide Riminucci/Andrea Valfrè

 
 



Cast del 24 Gennaio 2013

 


Macbeth  Vittorio Vitelli
Lady Macbeth  Tiziana Caruso
Dama di Lady Macbeth  Sara Cappellini Maggiore
Banco  Andrea Mastroni
Macduff  Rubens Pelizzari
Malcom  Vincenzo Costanzo
Medico/Sicario  Francesco Verna
Domestico di Macbeth  Alessandro Pastorino
Araldo  Roberto Conti


Prima Apparizione Giampiero Barattero
Seconda e Terza Apparizione  Elena Caruso/Elisa Priano/Filippo Bogdanovich/Umberto Musso (dal Coro di Voci bianche del Teatro Carlo Felice)
Fleanzio  Valerio Petouchoff (dal Coro di Voci bianche del Teatro Carlo Felice)
Mimi  Luca Alberti/Luisa Baldinetti/Cristina Banchetti/Filippo Bandiera/Matteo Bologna/Emanuela Bonora/Lucia Fusina/Dario Greco/Maria Francesca Guerra/Barbara Innocenti/Nicola Marrapodi/Claudia Ossola/Roberto Pierantoni/Davide Riminucci/Andrea Valfrè

Macbeth

Trovata la «tinta» dell’opera, era solito dire Verdi, il più del lavoro è fatto. Ebbene, se ogni opera verdiana ha un “colore” dominante, quello del Macbeth è certamente il colore più scuro che si possa immaginare. Non esiste altra opera di Verdi così concentrata sulla raffigurazione degli aspetti più bui del comportamento umano: l’ambizione per il potere, che giustifica ogni delitto, e i successivi complessi di colpa che portano alla paranoia e al delirio. Tra lo Shakespeare che mette a nudo le nefandezze dei potenti (fonte, naturalmente, del libretto di Francesco Maria Piave, con ritocchi di Andrea Maffei) e il Dostoevskij che svela i tormenti interiori di un io colpevole (sarà un caso, ma Delitto e castigo viene scritto proprio mentre Verdi congeda la seconda e definitiva versione della partitura). L’invenzione musicale deriva direttamente dall’azione teatrale, come sempre nel Verdi più ispirato: Macbeth è una serie ininterrotta di sequenze musicali tragiche, anelanti e ruvide, che oscillano tra il “basso” dei cori popolareschi delle Streghe e l’“alto” delle grandi arie di Lady Macbeth, autentica immagine del male che si autodistrugge, qui, non meno che nel dramma originale. Ed è qualcosa di più dell’omaggio a Shakespeare di un suo lettore appassionato: è il commento musicale di un profondo esegeta dei testi shakespeariani, così come ce lo hanno tramandato le testimonianze di amici e collaboratori, sempre aggiornato, persino, sui nuovi modi di mettere in scena Shakespeare da parte delle compagnie londinesi. Ecco perché Verdi ebbe sempre un affetto particolare per questa partitura, tanto da non accontentarsi di quanto andato in scena la prima volta al Teatro La Pergola di Firenze il 14 marzo 1847 e apportando dopo ben diciotto anni, in vista della prima parigina del 21 aprile 1865, modifiche importanti: l’inserimento dell’aria di Lady Macbeth “La luce langue” del secondo atto, al posto di una pagina più convenzionale, e l’inno di vittoria conclusivo in sostituzione di un monologo di Macbeth, finale liberatorio, che annuncia, in modo molto più shakespeariano, l’avvento di un mondo migliore. La singolarità del Macbeth di Verdi è tale che ci vorrà la sensibilità novecentesca per apprezzarne a pieno il valore: l’opera è rientrata stabilmente in repertorio solo a partire dagli anni ’50. Al Carlo Felice Macbeth va in scena con la regia di Henning Brockhaus e le scenografie di Josef Svoboda: un allestimento dove tutto, dai colori ai costumi (storici e astratti al tempo stesso), dalla caratterizzazione dei personaggi alle immagini che spesso velano l’azione, assume un forte significato simbolico.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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